A Dubai non esiste un'imposta sulle plusvalenze immobiliari. Ma se sei un italiano che rivende con un margine, il fisco italiano ha regole precise. Dal punto di vista fiscale, possedere un immobile a Dubai è come avere una seconda casa in Italia: la differenza è che non paghi le tasse due volte.

Come funziona la tassazione sulla vendita a Dubai

Il Dubai Land Department registra ogni transazione immobiliare nell'emirato. Quando vendi un immobile, il processo è relativamente semplice: venditore e acquirente si presentano al DLD (o al trustee office del developer per gli off-plan), firmano il trasferimento di proprietà e pagano le fee previste.

Zero capital gain tax a Dubai: cosa significa davvero

A Dubai non esiste un'imposta sulla plusvalenza immobiliare. Se compri un appartamento a 500.000 AED e lo rivendi a 700.000 AED, i 200.000 AED di guadagno restano interamente tuoi, senza che il governo degli Emirati trattenga nulla. Questa regola vale per le persone fisiche senza eccezioni. Per le società (Free Zone e Mainland), si applica la corporate tax del 9% sopra la soglia dei 375.000 AED di utile, un aspetto che approfondiamo nell'articolo dedicato all'acquisto tramite società.

Il ruolo del DLD nella registrazione della vendita

Il DLD rilascia un nuovo Title Deed a nome dell'acquirente e registra la transazione nel sistema Oqood (per gli off-plan) o nel registro fondiario (per i ready). Tutta la documentazione è digitale e tracciabile. Il venditore riceve i fondi tramite il manager's cheque o bonifico, e la vendita è conclusa. Nessun notaio, nessuna burocrazia paragonabile a quella italiana.

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Plusvalenza immobiliare: Dubai vs Italia a confronto

Se il lato Dubai è chiaro, il lato italiano è dove le cose si complicano. La plusvalenza immobiliare in Italia segue regole specifiche che si applicano anche quando l'immobile venduto si trova all'estero, esattamente come se l'immobile fosse in Italia.

IRPEF e plusvalenza: quando scatta e quanto si paga

Per una persona fisica residente fiscale in Italia, la plusvalenza su un immobile venduto entro 5 anni dall'acquisto è tassata come reddito diverso. Si può scegliere tra due opzioni: includerla nel reddito complessivo (e pagare l'aliquota marginale IRPEF) oppure optare per l'imposta sostitutiva del 26%.

Se l'immobile è stato posseduto per più di 5 anni, la plusvalenza non è tassata per le persone fisiche. Questo è un punto fondamentale per la pianificazione: acquistare con un orizzonte di almeno 5 anni elimina completamente il problema della plusvalenza. È la stessa regola che vale per la seconda casa in Italia, applicata identicamente all'immobile a Dubai.

Per quanto riguarda la rendita da affitto, il trattamento è analogo: al netto dei costi deducibili (spese condominiali, property management, manutenzione), il reddito netto viene tassato in Italia. L'aliquota è quella dell'imposta sostitutiva del 26% nella maggior parte dei casi, rendendo il calcolo relativamente semplice e prevedibile.

Attenzione: l'esenzione dei 5 anni sulla plusvalenza vale solo per le persone fisiche, non per le società. Una SRL italiana che rivende un immobile a Dubai genera una plusvalenza tassabile indipendentemente dalla durata del possesso.

La convenzione contro la doppia imposizione Italia-EAU

Tra Italia ed Emirati Arabi Uniti esiste una convenzione per evitare la doppia imposizione. La convenzione prevede che i redditi immobiliari siano tassabili nello Stato in cui si trova l'immobile. Poiché Dubai non tassa la plusvalenza (per le persone fisiche), il risultato pratico è che la tassazione avviene solo in Italia.

Il vantaggio concreto è questo: non paghi due volte. Paghi nel tuo paese di residenza fiscale, alle condizioni del tuo paese. La differenza rispetto a possedere un immobile in Italia è che a Dubai non si aggiungono imposte locali. Niente IMU, niente addizionali comunali sulla rendita, niente tassa di registro annuale. Il carico fiscale totale è quindi inferiore rispetto a una seconda casa sul territorio italiano.

Per approfondire il quadro fiscale completo dell'investimento immobiliare a Dubai dal punto di vista della tassazione, abbiamo dedicato una guida specifica.

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Cosa succede se sei residente fiscale italiano

La residenza fiscale è il fattore che determina tutto. Se sei residente fiscale in Italia (iscrizione anagrafica, domicilio, o presenza superiore a 183 giorni), sei soggetto alla tassazione mondiale: tutti i tuoi redditi, ovunque prodotti, vanno dichiarati in Italia.

Questo include la plusvalenza sulla vendita di un immobile a Dubai, la rendita da affitto, e il possesso stesso dell'immobile (che va dichiarato nel quadro RW e su cui si paga l'IVIE, l'imposta sul valore degli immobili esteri, pari allo 1,06% del valore catastale o di acquisto).

Se invece hai trasferito la residenza fiscale a Dubai (con iscrizione AIRE, cancellazione della residenza italiana, e permanenza effettiva), la situazione cambia radicalmente: la plusvalenza non è tassata né a Dubai né in Italia. Ma il trasferimento di residenza fiscale è un percorso che va pianificato con un commercialista specializzato, non improvvisato.

Società o persona fisica: quale conviene per rivendere

Questa è una delle domande più frequenti tra gli investitori italiani che valutano di comprare casa a Dubai. La risposta dipende dal profilo, dal budget e dall'orizzonte temporale.

SRL italiana vs Free Zone company: confronto fiscale

Una SRL italiana che possiede un immobile a Dubai e lo rivende genera una plusvalenza tassata con IRES al 24%, più IRAP. Non c'è l'esenzione dei 5 anni. Quando i proventi vengono distribuiti come dividendi, si paga un ulteriore 26%.

Una Free Zone company a Dubai beneficia di un regime fiscale agevolato, ma non è a tasse zero: la corporate tax emiratina del 9% si applica sugli utili che superano i 375.000 AED. Per un capital gain importante, questa tassazione va messa in conto. Per rendite da affitto sotto la soglia (un singolo appartamento affittato a 200.000 AED/anno, ad esempio), l'impatto è zero.

La scelta tra le due strutture richiede un'analisi caso per caso con un advisor fiscale specializzato in internazionalizzazione.

Il commercialista giusto: cosa deve sapere

Non tutti i commercialisti italiani conoscono la fiscalità immobiliare degli Emirati. Serve un professionista con esperienza specifica in dichiarazione di immobili esteri nel quadro RW, calcolo IVIE, convenzione Italia-EAU, e trattamento delle plusvalenze estere. Il nostro blog sulla tassazione per l'investitore italiano approfondisce ogni scenario.

Come dichiarare la vendita di un immobile a Dubai in Italia

Se hai venduto un immobile a Dubai e sei residente fiscale italiano, la dichiarazione va fatta nel modello Redditi PF: quadro RL per la plusvalenza (se entro 5 anni), quadro RW per il monitoraggio fiscale (aggiornamento o rimozione).

Il valore di acquisto va documentato con il contratto SPA e la ricevuta del pagamento. Il valore di vendita corrisponde a quello indicato nel nuovo Title Deed. La conversione AED-EUR va fatta al cambio medio del periodo, secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Se l'immobile è stato posseduto per più di 5 anni, la plusvalenza non va dichiarata come reddito, ma l'immobile va rimosso dal quadro RW nell'anno della vendita.

Il messaggio di fondo è semplice: Dubai non è un paradiso dove le tasse scompaiono. È un mercato dove la tassazione è trasparente, prevedibile, e nella maggior parte dei casi inferiore a quella che sosterresti con un investimento equivalente in Italia. Il vantaggio è reale, ma va pianificato. Non improvvisato.

Domande frequenti

Si, se sei residente fiscale italiano. La plusvalenza e tassata al 26% se vendi entro 5 anni. Dopo 5 anni, esente per persone fisiche.
No, Dubai non applica capital gain tax per le persone fisiche. Per le societa, corporate tax 9% sopra 375.000 AED.
Quadro RW del modello Redditi PF. Si paga IVIE (1,06%). Rendita da affitto al 26% sostitutiva.